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Roma 03/11/2010

Newsletter 3 – Edizione speciale

 

 

Cari amici,

quest’oggi dedichiamo la nostra newsletter interamente ad un articolo molto importante che Informacibo ha pubblicato su questo link: http://www.informacibo.it/a/ciccardini-dardanello-ristoranti-italiani-nel-mondo.htm 

Scrivetemi tutti cosa ne pensate. Vi abbraccio, la vostra Caterina.

 

 

La certificazione dei Ristoranti italiani nel mondo:

una lettera di Bartolo Ciccardini 

“Necessità strategica di una Rete di distribuzione dei prodotti alimentari italiani”

 

 

Parma 29 ottobre 2010. Continua a far discutere la certificazione dei Ristoranti italiani nel mondo che è stato dibattuto durante la XIX Convention mondiale delle Camere di commercio italiane all’estero (CCIE) svoltasi a Parma la settimana scorsa (leggere Urso e Dardanello: entro Natale mille ristoranti certificati made in italy nel Mondo).

 

Ora ci ha scritto Bartolo Ciccardini, Presidente dimissionario di Ciao Italia e già Vice-Presidente della Commissione ministeriale per la Ristorazione italiana nel mondo, tirato in ballo da INformaCIBO con una domanda rivolta a Ferruccio Dardanello, Presidente di Unioncamere e a Adolfo Urso, Viceministro allo sviluppo economico sulle motivazioni che hanno portato allo scioglimento della Commissione ministeriale.

 

Nella lettera, Ciccardini parla di Ciao Italia ma innanzitutto mette sotto accusa la cecità dei decisori politici e delle associazioni dei produttori (Coltivatori Diretti e Confagricoltura), senza risparmiare il ministro alle politiche agricole, Galan, sulla “Necessità strategica di creare una Rete di distribuzione dei prodotti alimentari italiani”.

 

Ferruccio Dardanello durante la conferenza stampa a Parma, rispondendo ad una domanda di InformaCIBO, aveva riconosciuto il lavoro a suo tempo svolto da Ciao Italia e Ciccardini e non aveva escluso la possibilità di un recupero della tradizione e della presenza dell’Associazione. Ora Ciccardini, proprio a partire da questo riconoscimento, rilancia la sua proposta per dare un senso “strategico” ai ristoranti italiani all´estero e alla diffusione dei prodotti made in Italy.

Un lavoro che va oltre il semplice bollino di certificazione.

 

 

Ma lasciamo qui sotto la parola a Bartolo Ciccardini

 

(…..........................)

Quale è la realtà associativa di Ciao Italia in questo momento?

Non v’ha dubbio che l’esperienza storica della prima Ciao Italia è un fatto compiuto. Ciao Italia ha saputo dare, in un momento strategico, la coscienza di poter fare di più. Con la scuola e con l’esempio e con una politica di riconoscimenti, ha convinto i ristoratori che era possibile passare dalla trattoria familiare al Ristorante di qualità, sfidando addirittura la concorrenza del temutissimo ristorante francese.

Negli anni ’90 questa politica si è naturalmente esaurita. Ciao Italia ha proposto una nuova politica: quella della Rete italiana di distribuzione e di presenza del prodotto italiano. Quello di cui non si vuol prendere atto, nella politica italiana, è proprio questo: una produzione di altissimo pregio, realizzata da aziende piccole e medie che non hanno la forza di affrontare il mercato ha bisogno di una sua Rete di distribuzione, per non finire in mano alle multinazionali o alle reti di distribuzione straniere, che potrebbero condizionarne la strategia.

La costruzione di questa Rete è strategicamente necessaria. Fu proclamata obiettivo strategico del Ministero dell’Agricoltura alla fine degli anni ’80. Questo obiettivo è stato dimenticato nell’ultimo decennio. La Rete di distribuzione italiana potenzialmente esiste. Cinquantamila ristoranti che sono o che cercano di essere italiani e cinquemila fra essi che raggiungono la eccellenza, sono una Rete potenziale.

 

Di che cosa c’è bisogno perché diventino una Rete reale ed efficiente?

C’è bisogno di una politica di incentivi e di programmi per promuovere cooperative d’acquisto, magazzini consortili, rapporti commerciali fra consorzi di produttori e consorzi di ristoratori-distributori, promozione di angoli di vendita presso ristoranti o vicino a ristoranti italiani di qualità, una cointeressenza degli uni e degli altri alle imprese di trasporto, liberate dalla mafia.

La Ristorazione italiana ha creato una classe di imprenditori che ha importanti relazioni pubbliche con le autorità locali, che ha competenza del mercato, che conosce la lingua e le leggi del paese ospitante, che dispone di commercialisti, avvocati, rapporti bancari e quant’altro per creare una Rete di distribuzione.

 

Cosa manca alla Ristorazione Italiana?

Lo spirito di collaborazione, la capacità di lavorare in squadra, la fiducia e la stima reciproca. Su questi difetti una sana politica può agire con successo.

Il piano proposto da Ciao Italia era semplice: reperimento e riconoscimento dei 5000 eccellenti; parificazione delle aziende della ristorazione all’estero alle aziende italiane; incentivi alle piccole aziende produttrici, ai consorzi ed alle cooperative dei ristoratori da costituire.

Non mi trattengo sui tentativi operati dopo il 2000, perché non rientrano in questo quadro e ci porterebbero lontano.

La maggior colpa è quella delle Associazioni dei produttori (Coltivatori Diretti e Confagricoltura). Avendo perduto l’antica primogenitura politica, di cui erano orgogliosi nella prima repubblica, hanno affidato i loro interessi prima al ceto dei commercianti, che detiene il potere delle Camere di Commercio, ed ora agli operatori turistici che hanno proposto il bollino della Ospitalità.

Gli uni e gli altri sono meritevoli nelle loro iniziative. Ma non sono in grado, per la loro struttura ideologica di intermediazione, di interpretare la politica del prodotto agricolo italiano all’estero attraverso la ristorazione senza allontanarsi dal concetto chiarissimo di: “Necessità strategica di una Rete di distribuzione dei prodotti alimentari italiani”. Il silenzio del Ministro Galan su questo tema è assordante. Dal 1992 al 2009 è esistita presso il Ministero dell’Agricoltura una commissione che, in fasi diverse, si occupava della ristorazione e della strategia per la promozione dei prodotti agricoli italiani all’estero. È stata sciolta.

 

Può servire ancora Ciao Italia?

All’estero non ci sono altre strutture e sigle che questa, anche se punita ed esangue. Io sono dimissionario per protesta, non potendo altrimenti testimoniare l’errore strategico che si compie. Ciao Italia può tranquillamente morire. Ha svolto il suo compito più importante nel creare l’ “italian pride” del cibo. La necessità urgente non è salvare Ciao Italia, ma riprendere in mano la proposta di Ciao Italia: una strategia politica della Rete di distribuzione italiana”.

Bartolo Ciccardini

 

 

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Al Signor Presidente della Repubblica

on. dott. Giorgio Napolitano

Palazzo del Quirinale Roma

 

 

 

Caro Signor Presidente,

 

Sono lieto di informarla che l´11 Ottobre 2010 un gruppo di Chef  Italiani  e di Ristoratori Italiani parteciperanno,  per la prima volta nella  storia, alla sfilata della "Columbus Day Parade", dove troveranno il  dovuto riconoscimento della loro presenza negli Usa, grazie all´iniziativa  ideata dalla Sig.ra Ornella Fado, produttrice e conduttrice dell´affermato  programma televisivo dal titolo Brindiamo!

Sarà significativa la partecipazione di una delegazione dei Ristoratori e  degli Chef che provengono da tutte le parti del mondo, per onorare i  colleghi di New York  ed il contributo degli italiani all´estero alla civiltà mondiale.

Un suo interessamento o saluto, o eventuale messaggio sarebbe  particolarmente gradito. Per ulteriori informazioni siamo a sua completa disposizione.

 

Roma, 25 agosto 2010

 

 

(On. Bartolo Ciccardini)

 

 

 P.S. Note

 

La Columbus Parade, la più importante celebrazione della presenza italiana  negli Stati Uniti, si svolgerà l´11 ottobre del 2010. Le Celebrazioni  Colombiane di Ottobre, rendono omaggio allo volontà di conoscere e di  esplorare, caratteristica della cultura occidentale, che ebbe fra i suoi  eroi molti italiani della Rinascenza, come Cristoforo Colombo, autore della scoperta più importante e coraggiosa ed  Amerigo Vespucci che dette  il suo nome all´America. Ma rendono altresì omaggio alle sofferenze, al lavoro, alla tenacia, alle  battaglie ed ai trionfi degli immigranti che hanno collaborato nella  costruzione degli Stati Uniti. La prima Parade risale addirittura al 1929,  quando Generoso Pope, uomo d´affari immigrato a New York, guidò una parata  da East Harlem fino a Columbus Circle. Per  la prima volta nella storia della "Columbus Parade", ci sarà una  partecipazione della Ristorazione italiana, che è stata protagonista negli  ultimi cinquanta anni della più grande e significativa affermazione della cultura italiana a New York, capitale della Ristorazione italiana nel  mondo.

Oggi i Ristoranti Italiani, senza rinnegare questa storia, sono il punto  più diffuso della presenza della cultura italiana nel globo. Un programma televisivo, BRINDIAMO!, ideato e prodotto dalla Sig.ra Ornella  Fado, parlerà della ristorazione italiana e racconterà sacrifici ed i successi  di un mondo così complesso, competitivo ed intrigante come la Ristorazione. Nel format televisivo si darà spazio agli "chef" che  operano nelle cucine dei ristoranti, portavoce e protagonisti dell´"Italian life stile" che insegnano al mondo le tradizioni della nostra cucina usando prodotti autentici, freschi e genuini. Parteciperà alla Parade una delegazione della Ristorazione Italiana di tutto il mondo.

Roma, 6 settembre 2010

 

Risposta

 

Gentile Onorevole,

 mi riferisco al Suo cortese messaggio di posta elettronica dello scorso 25 agosto.

 A nome del Signor Presidente della Repubblica desidero esprimere l´apprezzamento del Capo dello Stato per la prevista partecipazione di una nutrita e qualificata delegazione di ristoratori e cuochi italiani alla prossima sfilata annuale in occasione del "Columbus Day".

 La cultura e le tradizioni enogastronomiche italiane rappresentano infatti una componente significativa e prestigiosa dell´immagine del nostro Paese del mondo, nonchè un rilevante patrimonio industriale e commerciale da valorizzare e proteggere. Le iniziative da Lei descritte potranno senz´altro contribuire a rafforzare negli Stati Uniti la conoscenza e l´interesse nei confronti di aspetti e protagonisti della nostra migliore cultura alimentare.

 In questo spirito, il Capo dello Stato mi ha pregato di fare pervenire  a tutti i partecipanti alle iniziative previste per la valorizzazione  della gastronomia Italiana In occasione del "Columbus Day" i suoi più cordiali saluti, ai quali unisco volentieri i miei personali.

 Ambasciatore

Rocco Antonio Cangelosi

 

 

In questo spirito, il Capo dello Stato mi ha pregato di fare pervenire  a tutti i partecipanti alle iniziative previste per la valorizzazione  della gastronomia Italiana In occasione del "Columbus Day" i suoi più cordiali saluti, ai quali unisco volentieri i miei personali.

 

Ambasciatore

Rocco Antonio Cangelosi

 

CIAO ITALIA X Convention Mondiale 2009 15-18 april Bari & Lecce

Giovanni Volpi deltog i Ciao Italias verdenskongres for Italienske restauratører, som fandt sted i byerne Bari & Lecce i den syditalienske region Puglia.

Kongressen belv holdt under temaet: "Spørg ikke hvad Italien kan gøre for dig, men hvad du kan gøre for Italien"

Der blev bla. talt hvordan man kan synliggøre de ægte italienske restauranter, og få den italienske stat til at lave et fælles skilt/logo til disse restauranter, da der i dag eksisterer en del nationale foreninger, som A.I.R., og sikre, at det er autentiske italienske råvarer der bruges primært.

Der var også arrangeret en række besøg på lokale virksomheder indefor vin og fødevarer.

Se fotos fra kongressen herunder.

Febbraio 2007 & 2008 The Wining & Dining Fair Aalborg

 

Aprile 2006

 

INCONTRO CON I  CHEFS DI CUCINA ITALIANI

A.I.R. ASSOCIAZIONE ITALIANA RISTORATORI, CON LA  COLLABORAZIONE DEI 4 RISTORANTI ITALIANI DI AALBORG, CHE SONO TUTTI SOCI DELL’ASSOCIAZIONE, CON LA PRESENTE HA IL PIACERE DI INVITARVI A UN INCONTRO CON I CHEFS DI CUCINA ITALIANI

DOMENICA 2 APRILE 2006 ALLE 12:30 IL MULINO, VED STRANDEN 14-16 9000 AALBORG

ALL’INCONTRO SI COMPORRÀ UN MENU TRADIZIONALE ITALIANO COMPOSTO DI ANTIPASTO, PASTA, CARNE, FORMAGGIO E DESSERT.

I 4 CHEFS, CHE COMPORRANNO IL MENU ASSIEME, SONO:

·       MAURIZIO QUATTROMANI, AZZZURRA

·        CARLO LIBERATI, IL MULINO

·        GIOVANNI & MIKELE VOLPI

·        ENZO IANNONE, FELLINI

NIENTE CIBO SENZA IL VINO E IL VINO È OGGI POSTO NELLE BUONE MANI DI UN ESPERTO DI VINI ITALIANI, LO SCRITTORE E CONFERENZIERE:

FINN ÅROSIN MADSEN

IL PREZZO PER PERSONA DI QUESTO MENU DI 5 PORTATE, CON VINO SCELTO PER  CADA PORTATA E  UNA TAZZA DI ESPRESSO, NATURALMENTE, È DI CORONE 495,00

PRENOTAZIONI VIA E-MAIL E ESCLUSIVAMENTE ALL’ A.I.R., ASSOCIAZIONE ITALIANA RISTORATORI: A-I-R@A-I-R.DK, MARCATO INCONTRO I CHEFS COME RIFERIMENTO.

SE NON AVETE L’E-MAIL POTETE TELEFONARE A BENTHE VOLPI, TLF 4087 4988 PER LA PRENOTAZIONE.

Giovanni Volpi
Presidente

 

Marzo 2004

 

 

Invito alla multi-cena italiana pasquale

Domenica li 28 marzo 2004 alle ore 13.00 i 4 ristoranti italiane ad Aalborg si sono messi d’accordo di creare una cena pasquale autentica. L’evento è organizzato dall’A.I.R., Associazione Italiana Ristoratori ed avra posto luogo il Ristorante SanGiovanni, Vesterbro 46, 9000  Aalborg. L’evento
terminerà alle ore 18.00.

I ristoranti partecipanti sono:

  • Il Ristorante Fellini, chef Enzo Iannone                       98 11 34 55
  • Il Ristorante Azzurra, chef Maurizio Quattromani          98 16 41 22
  • Il Ristorante Il Mulino, chef Carlo Liberati                    98 12 39 99
  • Il Ristorante SanGiovanni, chef Giovanni Volpi              98 11 37 55

Ogni chef crea un piatto della sua regione, ed anche il pane pasquale;  il menu sara:

  • I pani:                      Pane tricolore, pane di semola di pasta dura e pane Casareccio.
  • Antiopasto:               Carpaccio di Prosciutto d’Agnello
  • Primo piatto:             Agnolotti del “plin” in brodo
  • Secondo piatto:         Capretto in casseruola maritato
  • Formaggi:                 Una simfonia di formaggi
  • Dolce:                      Bigné con crema al limoncello

Un aperitivo e stuzzichini saranno serviti. Ogni piatto sara accompagnato con dei vini adatti ai piatti.

Durante la cena i 4 chef informaranno sui  piatti e sui vini, ed anche come la Pasqua fu festigiatta nella loro regione.

Prezzo per 5 piatti coi vini:  kr. 498,-. Il conto si paga sul giorno dell’evento.

Vi prego di notare che ci sono posti limiti e perciò Vi consiglio di riservare un posto  il piu presto possible.

Saluti
Associazione Italiana Ristoratori, A.I.R.

 

Giovanni Volpi
Presidente

 

 

 

 

 

 

 

 

 
  Associazione Italiana Ristoratori, A.I.R.
Tlf. +45 40 63 80 50
Email: a-i-r@a-i-r.dk
c/o SanGiovanni
Vesterbro 46
DK-9000  Aalborg